Un grande fotografo, Ari Marcopoulos e la giovane vincitrice del MINI Clubman Photo Award 2009, Saana Wang, insieme fino a L'Aquila a bordo di MINI: due diversi sguardi e due diverse sensibilità rivelano la tragedia del terremoto. Vi raccontiamo com'è andata.
Trieste, Luglio 2009. Saana viene premiata con il MINI Clubman Photo Award dalla giuria presieduta da Ari Marcopoulos. Siamo ad ITS#EIGHT, il concorso internazionale che supporta i giovani talenti di moda e fotografia di cui vi abbiamo parlato nei mesi scorsi.
Il premio messo in palio da MINI prevede anche un tour fotografico, uno shooting a quattro mani, meta da definire. E' proprio Ari a presentarsi stringendo tra le mani un quotidiano e a suggerire la destinazione: L'Aquila.
L'Aquila, Settembre 2009. Sono passati mesi da quel fatidico 6 aprile, a prima vista la città sembra quieta, ma è avvicinandosi che si scopre che non è così, la città è deserta, dilaniata, "un involucro vuoto". Per entrare sono necessari permessi speciali, protezioni speciali, non si entra senza casco, non si gira se non accompagnati. Nelle strade c'è silenzio, la vita se ne è andata, i manifesti propongono spettacoli passati, gli annunci sono datati, il tempo si è fermato, niente va oltre quella data.
Il tour continua ad Onna - 350 abitanti, 41 morti. Si visita la prima casa di legno che è stata consegnata per ascoltare la testimonianza di una famiglia che è sopravvissuta al disastro. Incredibile.
I centri abitati e le macerie svelano cos'è un terremoto: posate che emergono dalla terra, scarpe, libri, calzini, puzzle, una Gazzetta dello Sport dell'83 con un titolo su Falcao. "Queste stanze non hanno più pareti" e non ci sono "alberi infiniti" a sostituirle: le camere da letto esposte alla pioggia, l'intimità delle mura domestiche violentata e offerta allo sguardo di tutti.
E' giunto il momento di visitare le tendopoli. Come si vive in una tendopoli?
Le persone incontrate hanno detto di essere stati trattati benissimo. Ma un "campeggio", così lo hanno definito, è bello se dura poco, mentre a L'Aquila dura da mesi. Assenza di privacy, caldo, freddo, bagni chimici, ...
Non si lavora, non si va a scuola, ci si distrae come si può, ma i nervi crollano e la depressione sfiora le menti. Gli aiuti si concentrano sui bambini e per gli adulti è sempre più dura.
Secondo un volontario "Qualcosa di buono però questo terremoto l'ha fatta: L'Aquila era una città chiusa, governata dalle solite caste. Ora è stato spazzato tutto via: ricchi e poveri mangiano alla stessa mensa della Protezione Civile. Spero che ora ci sarà più spazio per i giovani."
Testo liberamente tratto da Questa stanza non ha più pareti di Angelo Pannofino (GQ Italia Novembre 2009, n.122).
Foto di Alberto Novelli
Vi aspettiamo alla mostra fotografica
QUESTA STANZA NON HA PIU' PARETI. 8 -12 Marzo 2010 orario 11:00 >>18:30 Ernestomeda LOFT Viale Col di Lana, 8 - 4°cortile Milano
Il messaggio e-mail è stato inviato.
Dillo in giro! Condividi l'articolo con i tuoi amici.