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Dune Tempestose

Da: Torino, Italia a Genova, Italia
 
Dune Tempestose
 
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Report della missione

REPORT DI OLIVIA TRASMESSO VIA CELLULARE MENTRE LEI ERA IN TRENO.
 
ORGANIZZARE IN QUESTO MODO IL MONTAGGIO:
 
1.- INTRODUZIONE. Prima parte introduttiva con il viaggio verso Genova. Da editare molto, dando ritmo ma tenendo le seguenti cose:
1.Olivia in macchina che introduce la missione
2.Pausa caffè in autogrill in cui presenta l’artista e il suo lavoro
3.Olivia fuori dall’autogrill che torna in macchina (momento visibilità MINI)
4.Olivia che guida e parla del parco in cui ci sono le dune e dell’opera in Bolivia che si chiama endless image.
.
2- PRESENTAZIONE DELL’OPERA . Piccola conferenza stampa con giornaliste. Importante tenere la spiegazione dell’ opera: l’artista ha messo 6 macchine fotografiche in diversi punti delle dune e li ha collegati a una sorta di ventilatore che girava a seconda del vento e questo ventilatore aveva una sorta di sensore in modo che ogni volta che la pala girava sul sensore le macchine scattavano. È come se la natura si auto documentasse. NB Olivia suggerisce di alternare questa parte a frame delle dune e del contesto presenti successivamente.
 
3-DIALOGO CON OLIVIA. Olivia si avvicina e gli fa un po’ di domande. Sulla creazione di questi spazi utopici come base della sua poetica. Poi gli chiede del legame diverso tra l’uomo e l’ambiente e del giardino aereo. Gli chiede di cloudy dunes. Lui dà delle spiegazioni molto belle. Questa parte qui è molto interessante e da tenere. Più che un domanda e risposta è un dialogo. NB Olivia dice di alternare qui le immagini delle installazioni vere e proprie a cui si riferisce l’artista.
Ddopo ci sono dei problemi di installazione. Vanno via. Poi tornano hanno fatto le riprese dei video aspettavano lui ma al ritorno lui non ha voluto più continuare l’intervista.
4- CONCLUSIONE Tenere Olivia che alla fine dice che lui ha dato molta fiducia agli studenti di questa fondazione dando massima libertà di posizionare i proiettori agli studenti. Emerge che lui è persona molto gentile.
 
 

Brief iniziale

Qual è lo spazio per l'utopia e l'arte in architettura?

 
L'artista Tomas Saraceno ha le palle. In ogni senso. Lui le chiama "biosfere", ma non hanno bisogno di presentazioni. L'anno scorso il lavoro dell'artista, che è nato in Argentina e lavora a Francoforte, ha occupato il Palazzo Ducale di Genova, e adesso sta per per approdare alle sale cinquecentesce del Palazzo Ambrogio di Negro in Banchi, sede della Fondazione Garrone.
 
[leggi]
 

Gallery

L'artista Tomas Saraceno ha le palle. In ogni senso. Lui le chiama "biosfere", ma non hanno bisogno di presentazioni. L'anno scorso il lavoro dell'artista, che è nato in Argentina e lavora a Francoforte, ha occupato il Palazzo Ducale di Genova, e adesso sta per per approdare alle sale cinquecentesce del Palazzo Ambrogio di Negro in Banchi, sede della Fondazione Garrone.
 
Cloudy Dunes
Cloudy Dunes
Cloudy Dunes
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Cloudy Dunes
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Guestbook della missione

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