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Il futuro è nel Campus

Da: Naples, Italy a Rende, Italy
 
 
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Report della missione

Rende, terra di transiti e di contaminazioni, puntando sulla qualità urbanistica e sul rispetto del verde (grazie al Piano Regolatore del ’62 che riuscì efficacemente a contrastare le spinte speculative degli anni '60), si presenta come modello di pianificazione a livello territoriale. L’oggetto della nostra visita è stato il Campus di Rende, università fondata nel 1972 e progettata da Gregotti su modello dei Campus del Nord America, che si estende per 200 ettari sulle colline di Arcavacata. Adagiato nella rigogliosa campagna cosentina, che lo nasconde e lo protegge, il Campus si presenta come una serie di volumi cubici razionalisti color mattone attraversati da un ponte di 2km che li mette in collegamento e funge da catalizzatore di flussi. Un gesto progettuale nobile, puro, sotteso anche da un senso di enigmaticità, dove ogni elemento si giustifica nella sua funzione. L’enigmaticità è quella dei “cubi” rossi che riprendendo il colore dell’architettura locale la rinnegano nell’utilizzo dei materiali (intonaco invece che mattoni), indicando vicinanza e lontananza dal luogo; ed è quella del ponte, che mettendo in comunicazione i volumi li tiene separati e li allontana. Un’architettura metafisica che sembra uscita da un quadro di De Chirico. L’obiettivo della nostra missione è stato quello di documentare come si svolge la giornata tipica di uno studente, chiedendo se i servizi offerti dal Campus sono soddisfacenti o meno. Dalle interviste abbiamo riscontrato che l’università non ha carenze sul piano della formazione, quindi per tutto ciò che riguarda la didattica (aule, laboratori, biblioteche). Parallelamente è evidente un malcontento comune tra gli studenti per la mancanza sia di attività di aggregazione fuori dagli orari delle lezioni, sia di attività culturali che possano contribuire al loro percorso formativo. Ma non tutti sono stati a guardare, c’è anche chi si è impegnato in iniziative culturali di cui se ne avvertiva la mancanza. Per esempio i ragazzi di “Ponteradio”, che hanno realizzato uno studio radiofonico all’interno del cubo”18C”, dove organizzano dibattiti culturali portando la loro voce al di fuori del Campus. Oppure i ragazzi dell’Aula Autogestita, che hanno messo a disposizione di tutti uno spazio nel quale si organizzano concerti e mostre, e inoltre, hanno ideato la “Libroteca”, una libreria dove i libri non vengono solo venduti ma anche prestati. Non siamo riusciti ad intervistare nessun docente del dipartimento di pianificazione territoriale perché i prof. erano impegnati negli esami. Donato Mirra, Giovanni Palmaccio
 
 

Brief iniziale

Com’è la vita all’interno del campus universitario più grande del sud italia?

 
Quando giri per la Calabria non ti stupisci di vedere costruzioni incompiute sbucare dall’erba gialla e arsa. Se provi a sbirciare dalle finestre che si aprono dagli spogli muri di mattoni rossi, a volte puoi vedere famiglie che pranzano tranquille intorno al tavolo. La 'Ndrangheta e i numerosi scempi edilizi rappresentano un “argomento sensibile” in territorio calabrese: ville abusive spuntano come funghi, per poi essere demolite dalle autorità - qualche volta. La Legge Ponte del 1967 era in teoria stata pensata per rafforzare il controllo pubblico sull’edilizia non regolamentata, ma una sentenza della Corte Costituzionale dell’anno successivo ha prontamente reso inefficace ogni reale azione contro i “costruttori felici”. A rendere i calabresi più responsabili verso la loro terra ci sta pensando l’Università della Calabria: tra le sue tante facoltà vanta un dipartimento interamente dedicato alla pianificazione territoriale, dotato perfino di un laboratorio di design urbanistico. L’università è stata un grosso colpo per la piccola cittadina di Rende, visto che il campus ne ha letteralmente triplicato la popolazione. Progettato dagli architetti dello studio Gregotti Associati, i suoi enormi e rossi edifici cubici – uno dei quali è lungo un km – sono diventati un punto di riferimento e un catalizzatore urbano per tutta la provincia di Cosenza.
 
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Gallery

La 'Ndrangheta e l'abusivismo edilizio rappresentano un “argomento sensibile” in territorio calabrese.
Fortunatamente a rendere i calabresi più responsabili verso la loro terra ha pensato l’Università della Calabria, che vanta un dipartimento interamente dedicato alla pianificazione territoriale, dotato perfino di un laboratorio di design urbanistico. Lo stesso campus poi è diventato un punto di riferimento ed un catalizzatore urbano per tutta la provincia di Cosenza.
 
Il futuro è nel Campus
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